Terapeuta e Paziente: la metafora dei due scalatori

Può capitare che chi si avvicina ad una psicoterapia sia portato a pensare che lo psicoterapeuta sia una persona che sappia sempre come comportarsi in ogni situazione, sappia quale è il modo giusto di affrontare determinate esperienze, abbia la risposta o il consiglio giusto e che addirittura nella sua vita non incontri o sappia come fronteggiare al meglio ogni difficoltà o sofferenza. Non è per niente così!

Una metafora di Russ Harris (MD, Psicologo e Trainer ACT – Acceptance Commitment Therapy) paragona paziente e terapeuta a due scalatori. Entrambi stanno scalando la loro montagna. Lo psicologo può però osservare la montagna che il paziente è intento a scalare, osservandola da un’altra prospettiva, ha un altro punto di vista delle problematiche che la persona sta affrontando.

All’interno della psicoterapia il terapeuta può quindi aiutare la persona a osservare la propria montagna integrando questi punti di vista alternativi. Poi è la persona a scegliere come proseguire, come agire. Il terapeuta non sa quale sia la strada giusta o sbagliata, è la persona che sceglie per sé quella che ritiene essere la strada più giusta.

“Lo psicologo non dà soluzioni, piuttosto mette l’altra persona nelle condizioni di poterle pensare.” (Montesarchio, 2012)

Di seguito le parole di Harris

Molte persone arrivano dallo psicologo credendo che sia una sorta di essere illuminato, che ha risolto tutti i suoi problemi, e ha messo tutto a posto, ma in realtà non è così.

È più come se tu stessi scalando la tua montagna là in fondo e io stessi scalando la mia montagna quaggiù. E da dove sono io, sulla mia montagna, posso vedere cose sulla tua montagna che tu non puoi vedere, come una valanga che sta per cadere, o un sentiero alternativo che puoi imboccare o che non stai utilizzando la tua piccozza in modo efficace.

Ma ti prego di non credere che io abbia raggiunto la cima della mia montagna e mi sia seduto e rilassato, a prendermela con calma. Il fatto è che io sto ancora scalando, sto ancora facendo errori e sto ancora imparando da questi. E alla fine, siamo tutti uguali. Stiamo tutti scalando la nostra montagna fino al giorno in cui moriremo.

Ma il bello è che tu puoi migliorare sempre più nello scalare e imparare sempre più ad apprezzare il viaggio. E questo è il lavoro che faremo qui, si lavora insieme, siamo una squadra.”
(Harris, 2011)

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