La paura, come le altre emozioni di base, svolge una funzione adattiva per l’individuo: ci aiuta a prepararci ad affrontare dei pericoli e a valutare i rischi nell’ambiente.
Nei primi anni di vita il bambino sperimenta le prime forme di paura. Le “paure fisiologiche infantili” infatti si susseguono nel corso dello sviluppo del bambino.
Ecco alcuni esempi:
-gli stimoli sensoriali nella prima infanzia, come i rumori forti il cadere…
-la paura degli estranei intorno ai 6 mesi, collegata ad una nuova abilità del bambino, quella di riconoscere gli estranei dalle figure familiari;
-gli incubi notturni tra i 18/20 mesi,
-la paura dei grossi animali dopo in 2 anni,
-fino al timore di sbagliare e essere rifiutati, che caratterizza i bambini più grandi.
Tali paure possono apparire anche in assenza reali esperienze di pericolo e sono considerate del tutto fisiologiche.

Quando è utile rivolgersi a uno psicoterapeuta ?
- Quando i genitori di fronte a tali paure si sentono in difficoltà e non sanno come tranquillizzare il proprio figlio
in questo caso puó essere utile confrontarsi con esperto per elaborare i propri vissuti, per poi mettere in atto strategie efficaci con il proprio figlio
- Quando la paura persiste oltre la sua età fisiologica, assumendo delle caratteristiche a livello di intensità e di frequenza, che interferiscono in modo significativo con la vita sociale e scolastica del bambino.
Anche in questo caso l’aiuto di un esperto puó aiutare i genitori a comprendere meglio la difficoltà del bambino e come superarla, osservandola, riconoscendola e cercando di scoprirne insieme il senso e il significato che porta con se.